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Ricercata e delicata, la pianta del cacao fruttifica nella ristretta fascia che va dal Tropico del Capricorno al Tropico del Cancro, la cosiddetta “Cintura del Cacao”, che abbraccia lungo l’equatore tutto il pianeta. Una volta impollinato, il fiore diventa una bacca chiamata “cabosse” che contiene da 30 a 40 semi detti “fave” circondati da una mucillagine dolce e succosa che spesso sul luogo viene utilizzata per produrre degli originali cocktail.
La pianta non ha un sistema per aprire la bacca e disperdere i semi, sono i raccoglitori, che tagliano a metà i frutti con un macete e procedono alle 4 fasi di lavorazione:
Una volta liberati dall'involucro esterno, i semi, con tutta la loro guaina biancastra, vengono ammassati e coperti da foglie di banano o messi in contenitori per far partire il processo della fermentazione. Questa operazione riduce notevolmente la presenza dell'amaro e dell'astringenza contenuta nel seme. Inoltre è un passaggio importantissimo perché è grazie alla fermentazione che si sviluppa l'aroma del cacao. Questo periodo varia da 5 a 6 giorni a seconda della varietà del cacao.
I semi, ormai liberati dalla mucillaggine, vengono distesi al sole per 1 o 2 settimane. Questa operazione serve a ridurre l'umidità presente passando dal 60% al 5-6% . I semi, a questo punto, cambiano colore e perdono più della metà del loro peso.
E' il punto di partenza del cioccolato ed è fondamentale perché si sviluppino il gusto e l’aroma del cacao attraverso una serie di trasformazioni chimiche che fanno perdere ulteriormente umidità alle fave, rendono il cacao più friabile e meno astringente.
Servono per rimuovere il tegumento che riveste la fava di cacao che a questo punto può essere macinata per ottenere la pasta.